Reperti - Alberto Buscaglia

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Reperti da un'indagine fotografica su un quartiere milanese: "le cinque vie"

Palazzo Sormani Biblioteca Comunale di Milano, marzo 1973


"Alberto e Gianni Buscaglia compiono una ricerca precisa, razionale, sulle cose e sugli oggetti di una Milano tanto usuale da diventare insolita. Il loro è un discorso semantico sul recupero della memoria, dei ricordi perduti, dei vecchi cortili (che a Parigi erano fotografati da Atget intorno al 1910), delle insegne dei negozi, delle balconate e delle ringhiere liberty. E' una memoria diretta e ogettuale, e il miracolo della vera fotografia sta appunto in questo stupore davanti alle cose scoperte per la prima volta, come per il primo amore: l'occhio ha meraviglia di se stesso, lo sguardo è incredulo, si pensa: ma perché prima non ero riuscito a vedere tutto questo? Borges parla di thrill in poesia, dell'attimo di terrore e di dolcezza che costituisce una sutura tra l'mmagine e la storia. Alberto e Gianni Buscaglia ci danno questa tenerezza perduta e questa felicità riconquistata; il loro obiettivo è sincero, la stampa - anche se curatissima e raffinata - non ha fronzoli, è lo stile che si fa linguaggio immediato, realtà, architettura, città, vita e sogno. (...) Trovo bellissimi questi particolari di una Milano che una volta tanto non ha nè il cuore in mano nè è presa nel giro del vuoto dinamismo. Le trovo anzi eccezionali (...) Esistono in una pura dimensione, che è astrazione e documento insieme."
Giuseppe Turroni, dalla Presentazione della mostra "Reperti", marzo 1973

 
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