Chi ha paura di Virginia Wolf? - Alberto Buscaglia

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Chi ha paura di Virginia Wolf?

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Chi ha paura di Virginia Woolf?

di Edward Albee

traduzione di Ettore Capriolo

regia di Alberto e Gianni Buscaglia

scena di Angelo Lodi
costumi di Erica Ferrazzini

disegno luci di Mohammed Soudani
aiuto regia Alessandra Buscaglia
musiche John Coltrane, Miles Davis, Thelonious Monk

Compagnia Lugano Teatro, Teatro La Foce, Lugano, 1995

con
George   Antonio Ballerio  
Martha   Silli Togni  
Nick       Giovanni Battaglia  
Honey    Roberta Fossati  


"Il soggiorno della casa di George e Martha è il luogo circoscritto ed emblematico entro il quale si consumano i riti quotidiani dei normali rapporti di coppia, palcoscenico di una macabra danza senza fine e senza scampo, spazio di giochi crudeli dove si evocano i fantasmi del passato e si spalancano gli abissi ancestrali del mito (...)
Ma è anche il luogo pubblico dove si celebra il rituale catartico del sacrificio; dove il figlio (immaginario?) non verrà sostituito con l’agnello o la colomba, ma dovrà necessariamente soccombere, forse perché tutto possa nuovamente ricominciare. Dal mito del figlio vivente (e immanente) al mito del figlio morto (ma in attesa di resurrezione)."

(dalle Note di regia)

La critica
"(...) I fratelli Alberto e Gianni Buscaglia, nella messinscena che ha debuttato lunedì allo Studio foce con la Compagnia Lugano Teatro, hanno scelto un'ambientazione anonimamente simbolica, casual persino, nell'intento di privilegiare, al di là del realismo apparente, significati universali che rinviano all'archetipo della tragedia greca: i riferimenti non mancano, introdotti in maniera provocatoria in quella giostra di menzogne vere e di false verità che è inscenata dai due protagonisti. Il lavoro maggiore però è stato compiuto sugli attori. La pièce, la cui azione è essenzialmente espressa attraverso la parola, è trasformata spesso in un gratificante tour de force tecnico, nell'esibizione di un grande virtuosismo verbale essenzialmente assunto dalla coppia dominante. Non è qui il caso, anche per l'assenza caratteriale di interpreti-istrioni. I due registi hanno optato per una maggiore e più equilibrata coralità dell'insieme che offre a tutti e quattro gli attori di esprimere proprie potenzialità. (...).
Manuela Camponovo, Rissa domestica divisa per quattro, Giornale del Popolo, 25 gennaio 1995

"(...) La commedia di Albee è oggi - e i registi Alberto e Gianni Buscaglia sembrano esserne ben consapevoli - una logorroica "commedia del massacro", una notte di Valpurga (così è titolato il secondo atto) con regolamenti di conti psicologici, gravidanze isteriche, figli tenacemente creduti e mai esistiti. E allora: scene scarne e grigette (ma con trasparenze iperrealistiche), luci realistiche (a parte qualche "taglio" con proiettori tra le quinte). L'attore al centro di tutto. (...) Ed ecco i mattatori: Antonio Ballerio trova un George già adatto alle sue corde e passa di furore in languore, di dolore in sottile vendetta con grande ricchezza di toni e colori. Silli Togni si trova a dover affrontare un personaggio, quello di Marhta, per lei inconsueto e sfodera una grande grinta, riesce ad abbassare la voce d'ubriaca e ad essere fremente e lasciva nel contempo. (...) Un'ottima prova, insomma, sorretta da un'abile e "invisibile" regia".
P.L., Quegli americani, Popolo e Libertà, 23 gennaio 1995

"...Articolata sul filo della perversione verbale, la pièce sviluppa sull'arco di tre atti (per una durata complessiva di circa due ore e mezza nell'allestimento luganese) evidenziando il disegno di un gioco in cui allo stabilire delle regole si sovrappone una fitta rete di fragili equilibri costruiti ad arte dalle due coppie per tenere assieme i rispettivi matrimoni. (...) Testo datato ma sempre di grande fascino per i suoi ritmi e le sue intensità, Chi ha paura di Virginia Woolf? viene letto dalla regia dei fratelli Buscaglia con le giuste sottolineature, con adeguate esasperazioni dei ruoli resi con grande naturalezza dal quartetto di attori. In particolare la complessità dei personaggi viene tradotta con disciplina e maestria da Silli Togni e Antonio Ballerio nel non facile duetto interpretativo di Martha e George, afflitti come sono da insolvibili tare affettive: una prova che allontana lo spettro della mitca coppia Richard Burton-Elizabeth Taylor della ben nota versione cinematografica. (...) Applausi ripetuti e convinti per un debutto che sprona la neonata compagnia a proseguire una via già tracciata".
Giorgio Thoeni, Inganni per coppie difficili, Azione, 26 gennaio 1995

 
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